“Sopra l’acqua e sopra il vento, portami al noce di Benevento”

“Sopra l’acqua e sopra il vento, portami al noce di Benevento”
La Leggenda del volo tra storia e folklore

Il Laboratorio Giuseppe Bonomo, dedicato allo studio della storia, del folklore, dell’antropologia e
dell’etnologia della stregoneria, ha l’onore di organizzare il primo convegno internazionale, che si terrà
presso l’Università degli Studi Giustino Fortunato (Unifortunato) di Benevento nei giorni 14 e 15 maggio
2026. Quanti sono interessati a partecipare con un intervento al Convegno internazionale possono
partecipare alla presente call per proporre interventi e relativi papers.

Abstract
Prendendo avvio dalla tradizione del volo verso la Noce di Benevento, questo convegno si propone di
esplorare l’evoluzione della credenza nel volo notturno delle streghe – un’idea profondamente radicata
nelle tradizioni classiche, bibliche e folcloriche – attraverso la lente della transvectio, ovvero il trasporto
soprannaturale di individui da parte di forze angeliche o demoniache. Già molto prima che i demonologi
della prima età moderna codificassero il volo stregonesco come segno distintivo dell’attività diabolica, la
letteratura greco-romana descriveva incantatrici capaci di trasformarsi in uccelli, mentre le saghe norrene
narravano viaggi spirituali o corporei verso raduni lontani. Dalle incantatrici alate di Apuleio alla gandreið
della leggenda islandese, il volo notturno occupava uno spazio liminale tra esperienza visionaria e realtà
fisica. Già nei primi secoli del Medioevo, autorità cristiane come Reginone di Prüm e Burcardo di Worms
condannarono le credenze di donne che affermavano di cavalcare con Diana o Erodiade-figure associate a
culti pagani di dee e a tradizioni fatate. Queste processioni notturne, liquidate come illusioni orchestrate
dal Diavolo, si fusero progressivamente con le nascenti concezioni di eresia, culminando nella
diabolizzazione delle esperienze estatiche femminili. Le un tempo ambigue bonae res, ovvero “cose
buone”, furono infine assorbite nell’immagine delle lamiae-orribili divoratrici di bambini associate a Lilith,
alle strigae e ad altre entità notturne.
Facendo riferimento a fonti quali (ma non esclusivamente) il Canon Episcopi, il Roman de la Rose, il
Formicarius, e il Malleus Maleficarum, oltre a materiali folclorici dei secoli XVIII e XIX, questo convegno
intende esaminare, tra altre varie tematiche, in che modo gli unguenti volanti-composti da erbe psicoattive
o dal grasso di infanti non battezzati-assolvessero a funzioni tanto letterali quanto simboliche. Si riteneva
che tali sostanze inducessero stati di trance, allucinazioni o trasporto demoniaco, fondendo estasi
visionaria e trasformazione corporea. Ne scaturì un acceso dibattito teologico: alcuni chierici sostenevano
che le donne stessero semplicemente sognando; altri, più tardi, affermarono che esse volassero davvero,
trasportate da demoni verso Sabbat remoti.
Attraverso un’analisi testuale approfondita, l’esame di processi per stregoneria, fonti orali e materiali
folklorici, questo convegno intende inoltre interrogare la possibilità che le credenze sul
volo delle streghe fungessero da crocevia per ansie legate al genere, all’eresia e ai confini mobili tra
rapimento spirituale e illusione demoniaca. Invece di respingere tali narrazioni come fantasie o deliri, autori
della prima età moderna come Jean Bodin e Heinrich Kramer le sistematizzarono in un impianto teologico
e politico che equiparava la mobilità notturna femminile alla trasgressione morale e spirituale. Tracciando
tale traiettoria, il convegno mira a collocare l’immagine della strega volante all’interno di più ampi dibattiti
riguardanti la conoscenza visionaria, il corpo e i limiti del cosmo ortodosso, attraverso epoche e contesti
culturali diversi. Infine, ma non per importanza, molto prima dell’invenzione di macchine volanti realistiche,
il folklore e la fantasia hanno profondamente influenzato l’immaginario del volo. Tali rappresentazioni
hanno avuto un impatto significativo sia sulla proto-fantascienza sia sulle visioni utopiche dei pensatori
dell’epoca. Il convegno si propone pertanto di analizzare in che misura – se effettivamente presente – il
concetto del volo stregonesco abbia contribuito a plasmare, direttamente o indirettamente, la storia
dell’aviazione nel suo complesso.
Particolare attenzione sarà riservata, ma non limitatamente, ai seguenti temi:
• Il mutamento della percezione del volo come fenomeno letterale, visionario o metaforico;
• La percezione del volo inteso come viaggio onirico, reale, spirituale, enteogenico, artistico e
psicoanalitico;
• Il ruolo della conoscenza farmacologica e delle sostanze psicotrope nella formazione delle credenze;
• Le dinamiche di potere di genere implicite nella condanna o nella romanticizzazione delle donne
volanti;
• L’interazione tra folklore, teologia e pensiero proto-scientifico;
• La sopravvivenza dei motivi legati al volo stregonesco nell’arte, nella letteratura e nei movimenti
spirituali dei nuovi culti del XIX, XX e XXI secolo.
Seguendo tale arco narrativo, l’intervento intende proporre il volo delle streghe non semplicemente come
superstizione fantasiosa, ma come segno culturale dinamico—capace di riflettere mutamenti nei modi di
pensare il corpo, l’immaginazione e il dissenso.
Obiettivi
• Tracciare la genealogia del motivo del volo stregonesco e la sua evoluzione nella storia europea.
• Analizzare come le diverse epoche abbiano reinterpretato tale motivo in accordo con i discorsi religiosi,
scientifici e culturali predominanti.
• Esplorare in che modo il motivo codifichi ansie legate a genere, potere e conoscenza.
• Esplorare in che modo il motivo del volo stregonesco abbia influenzato la cultura al di là delle narrazioni
propriamente legate alla stregoneria.
Metodologia
L’impostazione del convegno si basa su di un approccio interdisciplinare, combinando analisi storica,
interpretazione testuale e iconografica, e studi sul folklore. Si confronteranno criticamente fonti primarie
(trascrizioni di processi, testi ecclesiastici, racconti popolari e risorse delle digital humanities) con la
letteratura secondaria rilevante nell’ambito della stregoneria, della storia della medicina e della teoria di
genere.
Rilevanza
Dal momento che la cultura contemporanea continua a riciclare e reinterpretare l’immagine della strega,
comprendere le radici storiche e le trasformazioni del suo volo consente di fare luce su strutture sociali
persistenti-soprattutto quelle legate al genere, alla paura e ai confini della credenza.
Call
Sono aperte le candidature per la presentazione di abstracts, da redigere sia in lingua italiana sia in lingua
inglese, relativi a interventi individuali o a panels (composti da un minimo di 3 a un massimo di 6
partecipanti).
Gli abstracts non dovranno superare le 500 parole per i contributi individuali e le 800 parole per i panels. In
quest’ultimo caso, il testo dovrà includere il titolo generale del panel nonché i titoli dei singoli interventi in
esso previsti.
Il termine per l’invio degli abstracts, da inviare all’indirizzo laboratoriobonomo@unifortunato.eu è il 15
gennaio 2026. Si richiede di indicare il proprio nome, l’affiliazione istituzionale o accademico-scientifica, la
modalità di partecipazione prescelta (in presenza oppure online), nonché di allegare un Curriculum Vitae
corredato da un elenco delle pubblicazioni scientifiche.
La partecipazione è particolarmente raccomandata a studiosi, docenti, ricercatori ed esperti delle
tematiche oggetto della presente call.
Altre informazioni
Le spese di viaggio e di soggiorno connesse alla partecipazione in presenza saranno a carico dei
partecipanti.
La presentazione degli abstract non comporta alcun costo; a seguito dell’accettazione, sarà richiesto un
contributo di € 50 a titolo di partecipazione alle spese organizzative del convegno.

Pubblicazione
Tutti i contributi presentati, se approvati e discussi nel corso delle giornate del convegno, saranno
sottoposti a peer review e successivamente pubblicati.
I testi destinati alla pubblicazione, redatti in una delle lingue sopra indicate e conformi alle specifiche
norme metodologiche che saranno comunicate, dovranno avere una lunghezza compresa tra 5.000 e 6.000
parole (bibliografia inclusa) ed essere inviati all’indirizzo laboratoriobonomo@unifortunato.eu entro il 15
aprile 2026.
La pubblicazione finale degli atti del convegno non comporterà alcun costo aggiuntivo a carico dei
partecipanti.
Organizzatori
Laboratorio Giuseppe Bonomo in collaborazione con l’università degli Studi Giustino Fortunato (Unifortunato)

Comitato Scientifico
Vincenzo Lavenia (Università di Bologna)
Marina Montesano (Università di Messina)
Matteo Duni (Syracuse University in Florence)
Michaela Valente (Università di Roma La Sapienza)
Owen Davies (University of Hertfordshire)
Mario Collarile (Direttore Centro Ricerca Università Giustino Fortunato)
Paolo Palumbo (Università Giustino Fortunato/SSML Internazionale)
Alessio Guasco (Università Giustino Fortunato)
Paolo Portone (Centro Insubrico Ricerche Etnostoriche)
Debora Moretti (University of Hertfordshire)
Francesca Vera Romano (Università La Sapienza)
Comitato Organizzativo
Paolo Portone
Debora Moretti
Francesca Vera Romano
Paolo Palumbo
Carmine Ricciardi