Facets of the Self in Early Modern China

Paolo Santangelo, Facets of the Self in Early Modern China. Escape from Authoritarian and Moralistic Predicaments, 2025.

https://www.cambriapress.com/pub.cfm?bid=1049

Il libro riguarda alcuni aspetti del confucianesimo antico e contemporaneo, ed affronta questioni ermeneutiche come la “riattualizzazione” della dottrina confuciana o il processo di “attualizzazione”. In particolare, esplora alcune concezioni del sé   e il concetto di autonomia attraverso varie prospettive filosofiche, letterarie e storiche, concentrandosi  sul pensiero cinese nel periodo tardo imperiale.  L’analisi si concentra sulla  valorizzazione dell’autonomia individuale, del volere e del desiderio, in contrasto con le tradizionali visioni confuciane e legaliste, focalizzando l’emergere di un nuovo senso di individualità  e responsabilità, influenzato da pensatori come Wang Yangming e Li Zhi, che enfatizzavano l’importanza dell’auto-motivazione e delle esperienze personali nella costruzione del sé. Vengono inoltre considerati i dibattiti sul rapporto tra il pubblico e il privato, i principi morali e le passioni, e l’evoluzione del concetto di sé in relazione ai cambiamenti sociali ed economici dell’epoca. Il testo stabilisce dei paralleli con il pensiero occidentale e le moderne teorie psicologiche e filosofiche sul sé e la moralità. E ancora non trascura gli effetti pratici come la propaganda e l’autocensura del mondo accademico favorita dalla promozione degli studi cinesi e dell’insegnamento della lingua cinese attraverso vari canali, quali gli Istituti Confucio, le conferenze internazionali promosse indirettamente o direttamente dal Ministero della Cultura di Pechino, le Associazioni internazionali controllate e finanziate dallo stesso, come la International Confucian Association e  Centri istituiti in varie università cinesi. Infine, il libro riflette sulle sfide contemporanee  legate all’individualità e al controllo sociale nel contesto cinese e globale. Perciò penso possa interessare gran parte dei colleghi che si occupano di pensiero e religioni, e non solo gli ‘orientalisti’.

Il libro tende a stemperare  le prospettive dicotomiche fra “occidente” e “Asia” sull’etica, la politica e il diritto nelle narrazioni  semplificate sino ad ora imperanti.

Documenta i conflitti tra concetti come “interesse collettivo” (gong) e “interesse personale” (si), “virtù” e “leggi”, “rito” e “coscienza”, ortodossia ed eterodossia. Questo studio permette di individuare nella tradizione filosofica autoctona cinese le convergenze e le divergenze in ambito filosofico e psicologico. Esamina le nuove idee emerse durante l’epoca tardo-imperiale, ricostruendo i modelli antropologici prevalenti  che offrono una rivalutazione delle emozioni, dell’individualità e delle esperienze personali. Inoltre, esplora le sfaccettature della società individualista e acquisitiva della Cina moderna e contemporanea, che rivaluta i desideri universali come valori fondamentali, la dignità e la ricerca di autonomia individuale, al di là del regime politico.

Sfidando l’idea prevalente di una cultura cinese “comunitaria”, il libro sottolinea la presenza di scritti di carattere individualistico del tardo periodo imperiale nell’ambito dello stesso confucianesimo. Questa tendenza assegnava agli individui un certo grado di indipendenza dall’autorità burocratica, rivelando così una complessità e pluralità di contributi, sottolineando il ruolo critico delle emozioni e dei sentimenti, esaminando la loro socialità nel “concupiscibile”, l’“irascibile” e l’“interesse personale”. L’attenzione è concentrata sul pensatore tardo Ming, Li Zhi, le cui prospettive sul sé, sulla natura umana e sull’interazione tra natura e cultura pongono intriganti interrogativi sulla moralità dei desideri, sulla coltivazione di sé e sulla socievolezza spontanea insita nelle ambizioni umane.

Pur essendo radicati nell’ambiente culturale e storico del suo tempo, i temi dibattuti dagli studiosi nel periodo Ming e Qing trascendono le realtà locali, con una rilevanza   contemporanea. Questi temi comprendono l’indipendenza intellettuale, l’ordine politico, l’autonomia individuale, l’autenticità, la responsabilità personale. Un’esplorazione di questi temi rivela che il discorso sul confucianesimo contemporaneo va oltre la semplice discussione accademica di filosofie e culture. Rappresenta invece una parte integrante del processo globale di reinterpretazione e rinvigorimento di antiche ideologie e religioni, generando nuove idee per preservare le tradizioni del passato o immaginare nuove utopie e distopie nel più ampio contesto dell’ibridazione globale.